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Visualizzazione dei post con l'etichetta Guerriglia pendolare

Check Point Charlie

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  Check Point Charlie Proseguendo nell ' " Operazione Simpatia " già intrapresa da alcuni anni , Trenitalia ha introdotto un nuovo divertente happening volto a rivitalizzare la triste e monotona transumanza di noi pendolari ferroviari nel quotidiano percorso casa-lavoro-casa. Sto parlando del controllo dei biglietti alla stazione di arri v o. La faccenda funziona così : All'arri v o alla stazione di Venezia Santa Lucia i malcapitati viaggiatori , una volta scesi dal treno , di solito in ritardo, si trovano di fronte a transennamenti minacciosi come cavalli di frisia e vengono incanalati attra ve rso questi recinti, come manzi portati al macello , verso il Charli e Point del controllo. Qui , nerboruti addetti di Trenitalia bardati con rutilanti giubbotti fluorescenti e cartellini identificativi di difficile v e rificabilità, si oppongono alla mandria sopraggiungente , allargando braccia e gambe , che neanche i G-men di Lady Gaga per arginare i fans. L ' effetto è a...

Centoporte

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  Centoporte     Il “ Centoporte ” era una carrozza in servizio sulle linee regionali delle ferrovie italiane dal 1928 agli anni ’80. Era dotata di molte porte laterali, fino a dieci per lato, aveva sedili di legno chiaro stretti e scomodissimi e viaggiava anche su quattro assi di ruote sferraglianti. Agghindata di legni e ottoni come una grande orchestra sinfonica, è stata un mostro buono che ha accompagnato premuroso i miei primi anni di giovane pendolare … Per prima cosa vedevi le scarpe. Ti si paravano davanti all’altezza degli occhi e tu, che dovevi salire, ti trovavi a sostenere lo sguardo seccato dei passeggeri già seduti e a prepararti ad affrontare le Forche Caudine delle loro ginocchia in mezzo alle quali avresti dovuto passare per accedere allo scompartimento, e che avresti dovuto per forza strusciare. L’attesa di questa promiscuità non voluta ti metteva subito ansia e disagio. Se poi avevi una valigia la preoccupazione aumentava. Le valige di una v...

Smarrito

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Smarrito   Prima o poi doveva succedere. Dopo quasi trent’anni di Mestre - Conegliano, questa sera ho sbagliato treno. Arrivo trafelato alla stazione di Mestre, il mio treno è annunciato con quindici minuti di ritardo; mi precipito al binario, il display indica chiaramente Conegliano -  17.17 . Il treno arriva, le porte si aprono, con un balzo sono sopra, e subito capisco di essere caduto nel tranello: sono salito sul famigerato Portogruaro delle 17.38. È questo un treno subdolo, malevolo, che si insinua con l’inganno sui binari normalmente riservati alla mia linea, con orari di poco diversi. Usa mezzi disgustosi per ingannarti, ha luci brillanti, più posti liberi, con gli ultimi vagoni sculetta come una danzatrice di milonga. Molti pendolari, uomini distinti e seri, sono caduti nelle sue lusinghe e si sono trovati scaraventati in stazioni sconosciute e ostili: oggi è toccato a me. Il treno locale di una linea non tua lo riconosci subito: dentro c’è un altro odore, altri color...

No alla Legge Finanziaria!

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  NO alla Legge Finanziaria!   “NO alla Legge Finanziaria!”. Lo striscione, lungo circa dieci metri, mi accoglie al mattino all’arrivo in stazione, srotolato lungo il marciapiede di attesa del mio treno. “Ostia! – penso – oggi a Venezia c’è la manifestazione contro la Legge Finanziaria del Governo”. Decine di manifestanti sono raggruppati in capannelli lungo tutto il marciapiede, brandendo bandiere con le insegne sindacali. Naturalmente, non è pensabile che abbiano prenotato un treno riservato, né è ancor meno immaginabile che le Ferrovie dello Stato abbiano previsto l’aggiunta di qualche vagone al convoglio. Sul treno che normalmente parte ogni mattina strapieno, saliranno oggi almeno duecento persone in più. Penso: ”Prendo il treno dopo”, ma non posso: ho una riunione di prima mattina e non posso fare tardi. Quindi   … si va: à la guerre comme à la guerre. La lotta sarà dura: questa è gente tosta, avvezza a prendere per il bavero assessori e onorevoli, for...

La signora che deve andare a Padova

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  La signora che deve andare a Padova   La signora che deve andare a Padova la potete facilmente trovare sul marciapiede numero 2 della stazione di Mestre, ben piazzata sotto al display elettronico che indica chiaramente che il treno in arrivo su quel binario è diretto a Udine. E’ generalmente una signora di poco più di settant’anni: le mani sciupate testimoniano la fatica del lavoro domestico, gli occhiali spessi tradiscono le molte ore passate all’uncinetto o a guardare Pippo Baudo un tempo, Maria De Filippi oggi. La signora è dotata di svariate borse di plastica, piene di paccottiglie varie, e spesso di un ingombrante mazzo di fiori da portare all’amica, o in cimitero. La signora che deve andare a Padova applica in modo rigoroso il motto di Vittorio Alfieri “Volli, sempre volli, fortissimamente volli” e, nel suo caso, ella fortissimamente vuole che il treno in arrivo sul binario 2 vada a Padova. Ecco dunque che comincia a guardarsi in giro, in cerca della preda ...

Madama Quattro Culi

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Madama Quattro Culi   Nelle giornate in cui i treni sono più affollati e la gente si stipa nei corridoi, è molto facile imbattersi in qualche esemplare di “madama quattro culi”. La madama quattro culi (mqc) è una signora di un’età compresa tra i cinquanta e i sessant’anni, vestita in genere come una sedicenne con capi rigorosamente firmati. Sul grembo tiene ben in evidenza una copia di “Aut-Aut” di Kierkegaard o, in alternativa, dell’ultima fatica di Alberoni, con un segnalibro posto in posizione strategica, in modo che gli astanti possano constatare che ne ha letti circa i due terzi. Nel frattempo tuttavia legge assorta “Donna Moderna”, armata di un paio di vezzosi piccoli occhiali appoggiati sulla punta del naso. Il suo nome deriva dal fatto che, nonostante il treno sia strapieno e la gente sia quasi tutta in piedi, lei ha delicatamente deposto sul sedile al suo fianco un monumentale trolley finto Gucci; su quello di fronte c’è una grossa busta di plastica della “Boutique...

Posti disponibili

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Sto leggendo il giornale seduto al mio posto in treno L’altoparlante comincia a gracchiare e informa gli astanti che, per motivi di sicurezza sanitaria, sul treno non possono viaggiare più di 840 passeggeri. Mi alzo sbuffando e comincio a contare i presenti, per vedere se posso rimanere a bordo. Per favore, quando scrivi un commento, se puoi lascia il tuo nome o anche un nickname. Grazie Visitate e seguite la mia pagina Flickr "Roberto Rognoni",  https://www.flickr.com/photos/roberto57/  . Ogni giorno foto, frasi e citazioni da film di tutti i tempi 😊  

La scolaresca in gita

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  La scolaresca in gita   Di certo l’incontro più temuto da parte del pendolare è quello della scolaresca in gita di istruzione: un po’ come per una foca imbattersi nell’orca assassina. La scolaresca in gita è un organismo proteiforme che ha subito profondi mutamenti genetici nel corso del tempo. Negli anni ’70 – ’80 era costituita da una garrula voliera di bimbi vocianti che, appena giunti alla stazione ferroviaria, sciamavano allegramente ovunque occupando ogni angolo disponibile, traversine comprese. Erano per lo più accompagnati da un paio di insegnanti scarmigliate, paonazze, devastate da enormi aloni ascellari e totalmente rauche per il gran gridare già alle sette e mezzo di mattina. Raramente v’era anche un accompagnatore maschio, che però il più delle volte si asserragliava nel bar della stazione con il pretesto di giocare la schedina. Le scolaresche di oggi sono formate da plotoncini di bimbi inquadrati in testuggini macedoni, capitanati da elegantissime ins...

Prologo

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Prologo   Sono un pendolare ferroviario dal 1976. Oggi si è rotto un locomotore sulla linea Udine-Venezia. Ieri, mi dicono, si è rotto un locomotore sulla linea Bologna-Venezia. Osservo i finestrini e le porte con appiccicato il foglietto con la scritta “NON UTILIZZABILE”. Il riscaldamento sbuffa furente in questi giorni di canicola estiva, le bottigliette semivuote di acqua minerale rotolano pigramente sul pavimento dello scompartimento, dribblando involucri di merendine e crackers sbriciolati. Forse, addetti alle pulizie in sciopero ci attendono, truci, alla stazione di Mestre. Ripenso ai grandi passi del federalismo pendolare:  la privatizzazione delle FFSS, la regionalizzazione del trasporto ferroviario, il contratto sulla qualità dei servizi tra Regione Veneto e Trenitalia, i tambureggianti spot sui fantastiliardi investiti per migliorare i servizi. Il treno è fermo, il locomotore è rotto: io come altri pendolari trasformati in novelli tenenti Drogo, scrutiamo...