Mangiali!
Mangiali! Detesto il circo: fin da bambino. Quella puzza di stallatico che ti accoglie all’ingresso, la torba umida a terra che ti sporca le scarpe, i tendoni cupi e sbiaditi che ti circondano, le divise dei figuranti, un tempo sgargianti, ora consunte e sdrucite, la luci spettrali su quei piloni malfermi: tutto mi intristisce e agita, creandomi subito un invincibile disagio. E poi i numeri, sempre quelli. I funamboli coi baffoni e i muscoli che compiono sempre le stesse giravolte, le acrobate in guepière di brillantini che sorridono al pubblico sbattendo gli occhioni bistrati, il mago che affetta la sua assistente, ormai stanca di donare i propri organi alla scena invece che alla scienza, i clown con le loro maschere terrificanti, i loro gesti sguaiati e le loro urla scomposte. Il direttore con frac rosso e cilindro, nei cui occhi falsamente sorridenti intravedi la ferocia di uno spietato tiranno. E soprattutto loro, i poveri animali, costretti a comportamenti tanto ...